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Kabul, strage di Italiani.

17 settembre 2009

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Oggi un nuovo attentato ha scosso le coscienze. Del nuovo sangue, sangue Italiano, ci ha fatto volgere il capo verso una parte di Mondo di cui spesso, troppo spesso, dimentichiamo l’esistenza.
E allora ecco detonazioni e pallottole a ricordarci che non esistono missioni di pace. E che una pallottola sparata in guerra non fa più male di una sparata a Kabul.
Sei fratelli d’Italia oggi hanno visto per l’ultima volta il sole li nell’Afghanistan lontano.
Uno di loro, Davide Ricchiuto, era figlio della mia terra. Nato in Svizzera da genitori italiani era tornato ad assaporare il sapore della terra salentina.
Il Salento, con la sua Tiggiano, erano nel suo sangue… e ora un pò di Salento viene imbevuto lentamente da quella polvere amara d’Afghanistan.
Oggi tutti ci siamo ricordati che a Kabul c’è la guerra. Solo oggi. Eppure tutti i giorni i Tg ci bombardano con immagini truci di donne e bambini massacrati ai bordi di strade sterrate, deflagrazioni che non discernono colpevoli da innocenti, ma che violentano indifferentemente i corpi fino a ridurli in brandelli.
Ora mi chiedo: vale più una vita italiana di una Afghana, Americana, Turca o chissachè?
Probabilmente no. Certo… gli Afghani continuano a farsi la guerra.. e gli Americani sono quelli che l’hanno voluta… Forse loro meritano un pò di più la morte.
Ma proviamo a guardare la cosa da un’altra prospettiva: dagli occhi di un bimbo.
Un bimbo italiano una sera, prima di andare a dormire, vede il padre partire per un posto lontano. Non sa cosa ci va a fare. Sa solo che parte con la sua mimetica e i suoi stivaloni.. Quel bimbo è sicuro che papà tornerà.. non immagina nemmeno quanto possa essere fragile quella sicurezza.
Un bimbo afghano, invece, a dormire non ci va mai. Ci pensano bombe e razzi, sibilando sulla sua testa, a ricordargli che non c’è tempo per dormire. Guarda suo padre imbracciare un fucile. Non sa perchè. Forse crede che sia normale. Quel padre si difende o attacca? Lui non lo sa.. e non lo sappiamo nemmeno noi.
Merita quel bimbo di morire solo perchè un amico, uno zio, un cugino, un fratello o un padre imbraccia un fucile?
No.. credo che meriti di giocare… non certo di morire.
Io non voglio mancare di rispetto alle vittime di guerra italiane. Non mi permetterei mai.
E Dio solo sa quanto dolore provo per quegli uomini con cui vorrei dividere lo stesso destino, gli stessi ideali.
Ma i nostri soldati promettono di donare la vita per difendere la patria, giurano fedeltà alla bandiera e di seguirla  su ogni campo su cui verrà issata.
Allora forse la domanda giusta da porsi è: è giusto l’Afghanistan come campo su cui issare il nostro tricolore?
Immagini di soldati italiani che tengono in braccia bambini, aiutano le donne a partorire, tolgono le schegge dalle schiene degli uomini ci fanno crdere di si.
Ma troppo tempo è passato. Troppi morti. Troppo sangue ad irrigare campi secchi. E la speranza che quel sangue porti frutto è troppo fievole… troppo lontana.
I nostri soldati sono li consapevoli di quello a cui possono andare incontro. Ci vanno per la pace o per i soldi?
Questo dovremmo chiederlo a loro.
Ma quando lo stipendio è così alto e a casa ad aspettare c’è una giovane donna in attesa di essere sposata il rischio, forse, fa meno paura.
I soldi servono a tirare avanti. Mercenari buoni i nostri soldati sono li, sognando la data del ritorno giorno dopo giorno.
Ma solo ad immaginare un amico li, steso sul terreno, a me mancano le ginocchia.
Io non riesco a capire come faccia a sopportare la perdita di tanti figli il nostro amato Stato Italiano…
Oggi l’Italia piange 6 nuovi Angeli.
Condoglianze a tutte le famiglie dei caduti. E a tutti gli italiani.
Ed ora mettiamo i cuori a mezz’asta… aspettando il ritorno a casa del nostro fratello.

Lutto_nazionale

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One comment

  1. Mi rendo conto che il mio post forse è un pò duro nei contenuti.. e che forse guarda il problema da un punto di vista diverso e inaspettato in un giorno di dolore. ma la mia vuole essere una provocazione… affinchè l’attenzione non si concentri solo sui morti; di cui tutti, me compreso, piangiamo la scomparsa; ma si concentri anche su cosa ha portato la morte nella vita di questi fratelli…..



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