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Addio Eluana…

10 febbraio 2009

eluana112

In questi giorni una tempesta mediatica si è scatenata nel nostro paese: il caso di Eluana Englaro.
Io sinceramente trovo vergognosa la strumentalizzazione che si è fatta sulla vita di questa donna; l’enfatizzazione e le “favole” costruite su ogni frase detta, su ogni lacrima versata.
Come sempre più spesso accade non si è visto scorrere nei nostri Tg il diritto all’informazione, bensì un gossip spietato su una vita appesa a un filo. E così Talk Show dove opinionisti vari si sono sentiti in diritto di dire e giudicare; Speciali sul passato di Eluana, dei suoi ex compagni di asilo e di tutti i vicini di casa; Dossier su quante volte il medico della clinica di Udine andava in bagno o a cena dalla suocera… stronzate!
Il silenzio avrebbe fatto certo meno male…
Io ancora oggi non so dire se sono a favore o sono contro questa scelta.
Non credo di avere il diritto e i mezzi per poter scegliere.
L’etica è una, è vero. Ma spesso si adatta e si modella alle nostre paure.
Ragionando da buon cristiano ti dovrei dire che quella di Eluana era una vita identica a tutte le altre, che nessuno (nemmeno lei stessa) aveva il diritto di scegliere se interrompere.
Purtroppo però non riesco a darti questa risposta immediatamente, senza esitazione.
Sono forse un cattivo cristiano? O forse sono un uomo che vive e che, egoisticamente e normalmente, ha paura della morte? La fine di tutto.
Come? Ha cambiato idea? Vuole tornare indietro? Faccia richiesta.. le faremo sapere tra dieci o quindici milioni di anni se avrà la possibilità di avere un’altra vita.
La fine spaventa. Ma spaventa me che so ancora muovermi su queste gambe malferme, che quando mi sento soffocare so intraprendere una strada che mi porti via, che posso ancora amare e soffrire sulla mia pelle. Può spaventare chi la fine la sperimenta già da anni?
Diciassette anni a letto non sono pochi. Per lo più in uno stato di coma perenne.
Per un attimo penso ai famigliari di Eluana. Che calvario avranno vissuto. Me li immagino i primi giorni, le prime settimane, stretti intorno al suo letto in attesa di un imminente risveglio.
Ma le settimane sommate fanno i mesi, e i mesi fanno gli anni. Immagino che avranno visto sparire pian piano chi gli stava attorno, avranno visto gli amici fare visite sempre meno assidue, avranno visto l’interese di medici e della comunità intera farsi sempre più fievole.
Quando poi hanno deciso che aspettare oltre fosse inutile chiunque si è sentito in diritto di fare la scelta al posto loro dicendo che non avevano il diritto di fare la scelta al posto di Eluana.
Ma agendo così non commettiamo forse lo stesso errore di cui li stiamo accusando??
è vero: Eluana non era affetta da una malattia allo stadio terminale, nè tantomeno si trovava in uno stato irreversibile. L’esperienza ci insegna che alcune persone, anche dopo tanti anni, si sono svegliate dal suo stesso stato. Saremmo ciechi però se non ci rendessimo conto di quanto questa percentuale sia scarsa rispetto a quella che indica coloro che sono morti rimanendo in suddetto stato.
Come potete vedere potrei esprimere argomenti contro e argomenti a favore della scelta del padre di Eluana.
Io non so come schierarmi. Anzi, mi chiedo: è giusto schierarmi? Forse si. Perchè queste tragedie sono sempre così lontane, ma possono colpirci in qualunque momento.
Io ho visto mia madre ridursi in uno stato molto simile a quello di Eluana… o meglio.. lei era affetta da una malattia allo stadio terminale.
Mi domando: avrei voluto vederla per sempre così?……………….
Abbiate compassione di chi queste persone le ha amate davvero.
Prima di puntare il dito provate a pensare. A volte è meglio il silenzio…..!
Ciao Eluana….

– Vincenzo –

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3 commenti

  1. Io come te non mi sentirei di giudicare nessuno, tanto meno i genitori di Eluana, penso che la decisione spettasse solo a loro; perchè loro solamente potevano realmente capire come si poteva sentire Eluana e cosa aveva passato; perchè solo loro la conoscevano veramente. Penso che tutti i politici, i cortei, le persone intervistate, i religiosi, insomma tutti quelli che hanno infilato il naso in questa storia abbiano peccato di perbenismo e per puro conformismo. Ma temo che qualcuno lo abbia fatto anche per convenienza.

    Come hai detto tu, a volte è meglio il silenzio.


  2. Eluana purtroppo è stato un momento di catarsi generale, oltre che un vistoso caso di isteria di massa.
    E proprio chi avrebbe dovuto mantenere “l’ordine pubblico” si è lasciato andare alla psicosi. Concordo con te sul fatto che un po’ di silenzio non avrebbe fatto male a nessuno. Ad ogni modo…purtroppo l’etica non è una, forse lo è per te, ma non per tutti. Perchè quella stessa etica in cui tu credi, può anche essere rigettata da altri. Ed è questo il compito dello Stato: in certi casi, che sono del tutto personali, intimi deve tutelare l’opinione di tutti, e lasciare che ognuno possa agire secondo le proprie convinzioni.

    Ammiro la delicatezza del tuo post, come ammiro il tuo equilibro nel presentare il problema.
    A presto
    Cecilia


  3. Grazie Cecilia per aver commentato. Quando parlavo di etica non intendevo imporre il mio pensiero su tutti. Volevo semplicemente dire che credo che la vita sia un bene preziosissimo, indipendentemente dall’etnia, la religione,il colore della pelle o la razza.
    Grazie comunque per aver commentato.
    Spero che ripasserai a lasciare i tuoi pensieri.
    A presto.
    Vincenzo
    PS: grazie per i complimenti 🙂 🙂 🙂



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