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24 inutili, insignificanti ore…

28 dicembre 2008

Ho girato e rigirato senza sapere dove andare…
ed ho cenato a prezzo fisso
seduto accanto ad un dolore….

Quante volte ti è successo? A me succede miliardi di volte.
Succede quando avverti addosso quella sensazione di vuoto. Quella sensazione che, in fondo, non ci abbandona mai. Quella sensazione che ci rende umani… Così splendidamente diversi dagli altri esseri viventi.
E siamo diversi non solo perchè contraddistinti dai sentimenti della pietà, dell’amore o dall’intelligenza.
Ma anche perchè c’è quel senso di eterno vuoto, di eterna ricerca, di eterno viaggio a renderci così dolcemente umani.
E allora i tuoi passi diventano chilometri. O forse i tuoi chilomentri ti sembrano solo pochi passi.
Senti solo un’esigenza: andare. E un dolore dentro al cuore che non si affievolisce mai.
I tuoi sensi si affievoliscono, ma il tuo dolore, quello, no.. .lui c’è… ed è vivo.. e si fa sentire. Come un’eterna condanna; come se, se lui non ti pungesse di continuo il cuore o bagnasse i tuoi occhi di pianto, tu potessi dimenticartene.
E allora vaghi. Vaghi. Evadi. Ma quello che vedi intorno a te sono paesaggi e vita che non possono far altro che ricordarti altra vita passata.
Mentre quello che vorresti intorno sarebbe solo un fantastico panorama completamente nero. E non come una notte buia. No… quella sarebbe ricca di emozioni e sensazioni: grilli che cantano, luccichii di stelle, il suono di un mare lontano.
No. Un panorama nero senza passato e senza speranza che non ci permetta di innamorarci di lui.
Quanto sarebbe facile morire così? Sarebbe facile… facilissimo. In fondo che differenza c’è tra un panorama buio e il niente? Nessuno.. credo.
E invece no. Abbiamo questo sole a illuminare gli occhi e a scaldare il cuore.
A portare luce e vita sui volti di chi amiamo. A scaldare il cuore rendendolo così dolcemente perdente nella lotta alle  emozioni.
E allora con che coraggio possiamo andare via? No… non temete…sono troppo vigliacco per lasciarvi così.
Ma mi accorgo che il sole non scalda più come un tempo. E i sorrisi sono meno sorridenti di un tempo. E questo mare, e questo cielo, e questo cuore hanno perso un significato, uno scopo.
Una madre è tutto questo? Forse si.. forse no.
Ma di sicuro la sua perdita innesca un congegno pericoloso.
Noi maschi siamo tutti mammoni…. è verissimo! Inutile negarlo.

Non ti accorgi del valore di una cosa
finchè non l’hai persa.

Parole sante! Fidatevi di questo stupido: noi uomini siamo mammoni.

Mamma è amore. Il futuro porta amore.
Ogni donna è amore.
E ogni nuovo amore porta con se il ricordo di un amore impossibile.

Ed è così che questo circolo vizioso dell’amore e di dolore non mi lascia più.
Tu dici: diventa gay… è facile!
Già… sarebbe troppo facile.. ma a me le cose facili mi annoiano.
Ah bello scherzare…. ho addirittura perso il filo del discorso.
E vi chiedo scusa per questo.
Dentro sento un turbinio immenso di pensieri. Così vorticoso e forte che non riesco a fermarli per poterne carpire alcuno.
Ma in questo turbinio ne ho afferato uno per la coda e con il poco tatto che questo periodo di merda mi ha lasciato l’ho trascinato qui su queste righe.. e su questo schermo.
Ops.. ho detto periodo di merda? Scusa Gesù… ti devo chiedere scusa.
E’ Natale.. .e a Natale siamo tutti più buoni.
Senti Gesù… tu che hai la fortuna di nascere ogni anno non mi potresti fare un regalo?
Un giorno nel passato. Solo un giorno. 24 inutili, insignificanti ore.
Ore, minuti e secondi in cui dire a chi non c’è più tutto quello che mi è rimasto qui nella gola e non vuole scendere più…..
Ti amo mamma… mi manchi………………
Grazie per la pazienza a tutti voi.. un bacio….

Vincenzo

P. S. Volevo anche dire grazie a due persone:
– la prima è Antonella che mi ha fatto da mamma per tanti lunghissimi (e molto molto bui) anni. Non ho mai saputo dirti grazie. E queste lacrime di commozione che stanno uscendo ora sono tutto ciò che ho per dirti le parole che non so dire.
– la seconda è Angela. Perchè nel primo periodo di ricaduta mi accolse tra le sue braccia e mi fece da madre, da sorella, da amante e da amica. Un saluto va a lei che seppe amarmi a modo suo e seppe tirare fuori il meglio di me. Il meglio di me ci sarà sempre per te. Ti voglio bene.

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2 commenti

  1. Grazie a te, per avermi ridato la vita, per aver accettato di lasciarmi andare via e per aver deciso di restarmi comunque accanto. Grazie.


  2. Devo essere sincero…: non sempre è facile.
    Parto ovviamente sempre e comunque dal presupposto che tu sei importante e voglio la tua felicità.. sempre e comunque.. costi quel che mi costi.
    Però… a volte ci vorrebbe un segno.. una carezza. E invece la distanza o gli impegni ti/mi lasciano sempre li in attesa di qualcosa che non può arrivare.
    C’è chi dice che io sia un sognatore… altri invece dicono che sono uno stupido.
    Ma a star dietro alle dicerie sarei morto da un pezzo: si è detto che sono un drogato, che ho malattie infettive trasmesse da Dio sa chi ecc ecc. Tutte falsità.
    Perciò.. come dice un noto programma Tv:
    “Ringrazio il Dottore. Rifiuto l’offerta e vado avanti”.
    A presto cuore…



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