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Cade la pioggia…

7 settembre 2008

“Cade la pioggia e tutto lava……….

E già. Forse serve un pò di pioggia… Forse ci serve alzare un pò gli occhi al cielo a guardare questa magia realizzarsi ancora…
Ci hanno detto che il vapore acqueo sale al cielo, si accumula nelle imponenti nuvole grigiastre e poi torna giù in un numero infinito di goccioline… ma… a noi che importa?
Non vogliamo crederci noi a questi scienziati pazzi che corrono a destra e sinistra nei loro ristretti laboratori a cercare di smontare i nostri miti: madre Natura, Superman, Dio…
Vogliamo credere che sia ancora qualcosa di inspiegabile… una magia, un miracolo…!
Pioggia che lava, pioggia che allaga, pioggia che annega.
Pioggia su cui si scivola… e va bene così cazzo. Trovarsi col culo per terra, a sentire ancora quelle sensazioni… umidi e doloranti… ma ancora vivi.
Tornare a sedersi per terra, a correre soto la pioggia, ad andare scalzi per il Mondo, a sorridere di fronte al gioco di un bimbo, a rimanere immobili ad ammirare le nuvole bianche d’estate, a schizzarsi con l’acqua del mare, ad incantarsi davanti al sole splendente, ad inchinarsi di fronte alla forza dei venti e delle maree…..
Quante volte mi sono sentito morto… finito. Quante volte mi sono visto in un vicolo cieco? Tantissime… e ogni volta ho creduto che fosse la fine. E invece la fine non era mai…
Ogni volta c’è stata una mano ad aiutarmi a scavalcare il “muro”; delle braccia che mi hanno aiutato a gettare il cuore oltre l’ostacolo, delle gambe che hanno corso accanto alle mie saltando i miei stessi ostacoli in questa gara senza fine… Ogni volta ci sono state delle mani, delle braccia, delle gambe, degli occhi, delle labbra che mi hanno saputo far assaporare ancora la vita.
Ed è un sapore fantasticamente agrodolce sai? Credo che Dio si sia ispirato alla salsa di soia del ristorante cinese all’angolo di via Unità d’Italia! Un sapore disarmante. Il sapore di quella vita che è quella meravigliosa e “dolorante” altalena di alti e bassi, dove non sei mai troppo in alto e mai troppo in basso. La perfezione dell’ “altalenare” su e giu… tra sorrisi e lacrime… ma mai soli.
Questa volta cade la pioggia… e io sono qui che l’aspetto. Niente ombrello o impermeabile. Sono qui che l’affronto a mani nude. Domani sarò a letto con la febbre alta. Ma che importa? Ci saranno labbra amiche a baciarmi la fronte e mani ansiose di iniettarmi simpatiche suppostine.
Ma vuoi mettere il sapore della pioggia contro una supposta? La scelta è semplice.
Non si può rinunciare a sentirsi la testa bagnata. E sai perchè? Perchè i pensieri hanno paura dell’acqua… Lo so.. nemmeno io ci credevo. Ma poi li ho visti coi miei occhi. Erano così insulsi e stupidi incappottati e impauriti alla ricerca di un riparo. Ma la cosa bella sai qual’è? é quell’ estasi del vuoto…: liberi dai pensieri, liberi di pensare… pensare a noi stessi.
E sento l’acqua scivolare sulla mia testa… sulla mia pelle. Cancellare quelle tracce di fango rivelando il candore di tempi lontani. Sento l’acqua scivolarmi sugli occhi, regalarmi finalmente frescura.
Sento le goccioline di pioggia scendere giù dalle mie palpebre come in un magico scivolo. Le sento assieparsi sulle mie ciglia come fossero giunte sull’orlo del Mondo. Ed è tutto li il segreto della pioggia sai? Il suo costringerti a socchiudere le palpebre!
Perchè solo così si riesce a vedere l’essenza del Mondo: con gli occhi a metà tra la vita e la morte. Velati come nelle ultime ore ci rivelano l’essenza delle cose, l’altra faccia della moneta, il rovescio della medaglia…
Ed è fantastico ora sentire il sapore amaro delle mie lacrime unirsi alla pioggia. Ed è appagante farmi scuotere dal mio urlo che si leva verso quel cielo che non è mai stato così pieno… e così “vicino”.
Io lo so che ci sei… Me lo sento… Non deludermi. Mandami un segno…: un arcobaleno, quattro stelle, la pace nel Mondo…! poche cose…………………………. Che vuoi che siano per te che sei l’origine e la fine?
Per l’origine hai fatto un buon lavoro… Certo.. si può fare sempre di meglio, però… confronto alle stronzate del Bing Bang degli scenziati e della vita nelle fialette sei stato veramente mitico. E per quanto riguarda la fine… bè… c’è tempo! Devi esserti stancato molto a inventare tutto sto casino… Ora… ora riposati un pò……… tranquillo… ora pago io….!

“La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
Scrivi tu la fine… io sono pronto.
Non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita.
Nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi.
E ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi.
La stra che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme.
A ucciderci ogni notte con rabbia.
Goccie di pioggia calda sulla sabbia.
Amore… amore mio questa passione
passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda,
abbandonato le ossa agli avvoltoi.
Tu non ricordi ma… eravamo noi!
Noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo.
E il nostro amore è polvere da sparo.
Eil tuono è solo un battito di cuore.
Eil lampo illumina senza rumore.
Ela mia pelle è carta bianca per il tuo racconto,
ma scrivi tu la fine… io sono pronto….!”

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2 commenti

  1. Bè..io non sarei così pronta, ma gliela offro anche io una birra, così vediamo di vivere un tantino più di un racconto, magari un romanzo…
    e invece di preoccuparci della fine, gustiamocelo per benino questo mentre…


  2. … toccante.. e anche la “suppostina” ha il suo effetto 😀
    wow!



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