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Portami a ballare…

4 marzo 2008

Chiudo gli occhi… e tu ci sei.
La sala ha poca luce… Candele sparse qua e la le donano un’atmosfera romantica… è proprio ciò che volevo… ciò che ti meriti.
I tavoli sono tanti e sono tutti vuoti… la sala è tutta per noi. Tovaglie lussuose e voluttuose bandiscono le tavole, tende enormi drappeggiano alle finestre e fantastici arazzi addobbano le pareti.
In un angolo c’è un bar: mille liquori, un esperto barista. All’angolo opposto due pedane tengon sollevata un’orchestra: un pianoforte, un violino e un contrabbasso. Suonano per noi.Mi guardo riflesso in uno specchio. Volevo essere un cavaliere… credo che, almeno nella “forma” ,non siamo messi male…: capelli disordinatamente a posto; camicia bianca linda e stirata; giacca nera elegante (ma non troppo); cravatta col nodo perfetto larga al collo; pantaloni eleganti dalla riga perfetta (sono stato ore a stirarli!) e scarpe lucidate.
Proprio da quelle scarpe tirate a lucido si srotola interminabile un tappeto rosso che si arrampica su una scalinata marmorea fatta di cento, forse mille, gradini. È li che si volge il mio sguardo… è da li che tra poco scenderai.
E infatti eccoti apparire agli occhi miei. Come sempre sei stupenda… I tuoi capelli neri scendono morbidissimi sulle tue spalle, le tue guance si arrossano in un’emozione, i tuoi occhi mi fissano.. Ti rispondo con un sorriso e tendo la mia mano verso di te…. Scendi di corsa quei cento gradini in un attimo interminabile, ti getti tra le mie braccia… Dio mio quanto mi sei mancata! Assaporo il profumo dei tuoi capelli, il sapore della tua pelle, la profondità del tuo sguardo… La consistenza del tuo corpo mi stupisce piacevolmente… mi mancavi da anni… mi rivolgevo al vento parlandoti, guardavo il mare immenso pensandoti… ti sentivo… eri li con me ma non potevo stringerti, abbracciarti, baciarti…. Mi mancavi… riuscivi a riempire stranamente i miei vuoti psicologici, ma lasciavi lacune immense sulla fisicità… ora però non più… so bene che è un sogno, che non sarà per sempre. Ma la notte è lunga… ed è tutta per noi.
Ti accarezzo il viso… piangiamo… ma non è tristezza…. Non è tempo per la tristezza… Ora è tempo di stringersi, di viversi, di ridere…
“Vuoi ballare?”… TI porto sulla pista…. Il nostro mondo è la nostra pista… I tuoi capelli sciolti volano intorno a noi… ti guardo… sei tanto bella… ti sussurro all’orecchio “mi sei mancata…”… mi rispondi con un bacio….
Balliamo mille canzoni. Il tempo vola, ma sembra non passare…. Mi parli di te… mi parli di noi… mi parli delle lacrime che ho versato e di quelle che hai versato tu… mi parli di quei giorni avvolti in un pigiama, immobile in un letto, quando non vedevi e non sentivi, ma inspiegabilmente anche se mi avvicinavo in silenzio tendevi la mano a cercarmi… mi racconti quello che provavi quando mi accarezzavi con gli occhi chiusi.. e sorridevi mentre una lacrima fugace fuggiva dai tuoi occhi per spegnersi su quel seno che prima mi ha nutrito e poi mi ha accolto nei momenti di paura. Mi racconti di quello sguardo e di quelle carezze che mi desti piangente quando sapesti di dover morire, mi parli di quell’ultimo saluto che desti prima di “partire”. Sorridi alla parola “partire”… no mamma, non la prendo alla leggera… ma questa sera è per noi… e non c’è spazio per la morte.
Ti parlo anch’io… ti parlo di tante cose che tu già sai… bè… è il privilegio di essere un Angelo…! Ti parlo dei mie amici e dei loro stupidi litigi, dei miei successi scolastici e sulle tavole di un palcoscenico ,dei miei mille fallimenti, dei miei intensi amori, di come ti ho cercato freneticamente in ogni donna che ho amato… Quest’ ultima cosa ti fa riflettere… a me invece fa soffrire… Ho fatto del male a delle persone per questo, ne ho perse delle altre importanti… la mia ricerca frenetica di amore gratifica, certo, ma dopo un pò stanca… Fammi una promessa: dimmi che su questo migliorerò!
Mamma… quante colte avrei voluto correre tra le tue braccia a piangere… Si, vorrei essere un mammone….e non me ne vergognerei. Mamma mia sapessi quante volte vorrei prendere le persone che conosco e scuoterle… quanto vorrei percuoterle quando le vedo correre dietro le piccolezze lasciando gli altri scivolare via lontano in secondo piano… vorrei fargli capire che un sorriso perso ora non varrà uguale in un altro momento, che un determinato sguardo non può accendere gli animi in un’altra vita, che le parole volano e si scrivono… ma i libri si possono chiudere o bruciare pur di non perdere “pezzi del nostro cuore”!
Non voglio dire che sono perfetto… sbaglio… sbaglio tantissimo…. Ma so fare un passo indietro, so abbracciare e piangere, so lasciare chiuso nell’armadio l’orgoglio quando mi rendo conto che sarebbe un abito elegante indossato in una pasquetta….: completamente inutile… Sarebbe meglio essere nudi… con i nostri rotolini di ciccia, coi nostri nei, i seni piccoli…. Nudi da abbracciare, nudi da stringere, nudi da contaminare con amori e affetti.
Scusami mamma… sono partito con questo sfogo… e ti vedo li ancora attenta ad ascoltarmi… Ritorno a guardarti… mi sembri sempre uguale, anche se sono passati quasi 11 anni da quando ci siamo visti l’ultima volta… Chissà se voi angeli invecchiate…. Bè… non mi sembrerebbe educato da chiedere… meglio tacere. Tanto per me saresti bella uguale…..
Vorrei chiederti un favore…. Tornando a “casa” potresti chiedere al “padrone” un po’ di cose per me? Perché sono sempre i sentimenti i primi a pagare? Perché soffriamo nella speranza di un domani migliore per poi essere spazzati via dall’ignoranza o dalla violenza di un “fratello”? Perché non trovo pace con me stesso? Perché “io” e “me” stiamo così male insieme? Perché quando sento l’eco dentro di me non basta un tramonto o un orizzonte a riempirmelo? Perché i bambini muoiono? Perché le mamme muoiono? Perché i papà muoiono? Perché le mamme buone piegano la testa al volere di papà “teste di cazzo”? Perché papà senza spina dorsale si lasciano guidare da mogli senza scrupoli? Perché se i papà sono teste di cazzo o le mamme sono senza scrupoli sono sempre i bambini quelli a dover pagare?
Potrei farti molte domande… e probabilmente riceverei ben poche risposte. Ma, con tutto il rispetto Dio, questo tempo e nostro e per una volta perdona la mia presunzione di metterti in secondo piano.
Usciamo mamma” scappiamo… andiamo via… magari possiamo sparire, possiamo non farci trovare, possiamo evadere da questo sogno e non svegliarci più…. Mi fermi con dolcezza… mi dici di chiudere gli occhi… mi sussurri all’orecchio “Pensa a quelli che ti vogliono bene?…. Come potresti lasciarli? Pensa a quanto sono importanti loro per te…. Potresti essere altrettanto importante tu per loro!”. Come sempre hai ragione amore mio…. Non sarebbe giusto… e poi sono stato un codardo quando avrei dovuto… ora sarebbe troppo inutile.
Ti fisso negli occhi… cerco una traccia… un bisogno di vendetta… mi batterei contro tutto e tutti pur di vendicarti se tu lo volessi… ma tu scuoti la testa.. come se mi stessi leggendo nei pensieri…. No.. i tuoi occhi sono limpidi…e io sono uno stupido a pensare di poter cambiare le cose.
Mamma mia… dici che sono un uomo ormai…e sorridi, forse tristemente, nel dire che sono identico all’uomo di cui ti innamorasti a 18 anni….
Si mamma… forse sono un uomo, ma ti porto sempre nel cuore… Sempre!
Le candele sono ormai ridotte a monconi… il barista è sparito e l’orchestra suona un ultimo brano.

Ti prendo sottobraccio…. Mi incammino su quel tappeto… Percorro lentamente, più lentamente che posso, quei gradini… Pensieri corrono veloci nella mia mente. Un attimo di paura mi assale: quando ti vedrò più? Quando tornerò a sentire la tua pelle, la tua voce, i tuoi odori, i tuoi colori? Vienimi a trovare mamma… vienimi a trovare quando dormo… accarezzami… prometto di non svegliarmi.
Amore mio… mancano pochi gradini ormai. Pochi attimi, poche note dell’orchestra.
Ormai siamo in cima… ti abbraccio… mi dai un bacio… ti volti per andare via…..

“Mamma……”. Ti volti verso di me. “Un’ultima cosa…. Ti Amo da morire!”

“Cosi stanotte voglio una stella a farmi compagnia,

che ti serva da lontano ad indicarti la via.

Cosi amore… amore dove sei? Se non torni non c’è vita nei giorni miei…!”

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4 commenti

  1. un bacio e un abbraccio forte…sai quanto ti voglio bene…e ti sto vicina come una volta…


  2. Premessa necessaria: con lo studio la ragione ha preso il sopravvento sulla fede, cosìcchè oggi mi sento più agnostica che credente…
    Ciò mi sembra necessario per sottolineare come ciò che dirò non è dettato da timore divino nè da profonda fede…solo dall’amore che questo ragazzo porta dentro di sè e non puoi fare a meno di notare!
    Io questa principessa non l’ho mai conosciuta eppure mi sembra di conoscerla: l’ho vista negli occhi di Vincenzo, nel sorriso dispettoso e frizzante di Mariella, l’ho vissuta nei loro racconti, nelle loro vite. Tramite loro l’ho conosciuta e amata! Una volta l’ho sognata, strano se considerate che non ho mai sognato mio nonno morto da poco o il mio migliore amico morto due anni fa. Lei sì! Questa donna era speciale, certo, era una mamma!
    le mamme sono speciali!

    A te Vi solo una cosa (tu sai a cosa mi riferisco), non aver timore di lasciarla andare o di dimenticarla…lei è in te, lei sei tu! Non la dimenticherai perchè la guardi tutte le volte che sei davanti allo specchio o accarezzi tua sorella…le mamme non si dimenticano, mai!

    Sine Sine, ti voglio bene! :**


  3. Mi hai lasciato letteralmente senza parole… Sono certo che la Donna che tu ami ti resterà accanto per sempre. Lei è lì, custodita nel tuo cuore e lì che ti ascolta e ti aiuta a resistere e a superare le tempeste della vita. Nonostante i nostri momenti di incompatibilità di carattere, sono certo e fiducioso della tua nuova strada intrapresa. un abbraccio forte e un MI RACCOMANDO per tutto! phil


  4. sapevo io che mi avresti fatta piangere..con questo capisco un po il perchè sei cosi..allora perdonami di tutto quello che è successo quest’estate..però ricorda questo..TI VOGLIO BENE..



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