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Ciccio & Tore

3 marzo 2008

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Qua è buio… e c’è puzza… una puzza tremenda.
In alto c’è quel piccolo “buco”… mi sembra quasi impossibile poter esser passato di li… è così piccolo e lontano!
Provo ad alzarmi… Dio… mi fa male un piede! Non ci riesco… Mi rimetto disteso… Ho paura… tanta paura, ma ho bisogno di pensare.
Ciccio”… dov’è Ciccio? Lo cerco nel buio.. non riesco a vederlo… o almeno non da qui. Provo a spostarmi… non posso alzarmi e devo trascinarmi… Faccio pochi metri… forse centimetri, e urto contro qualcosa… qualcosa di ingombrante… Purtroppo è qualcosa di troppo famigliare…profuma di talco e sudore… conosco fin troppo bene quel profumo… Mi ricorda bagni caldi d’inverno e lunghe messe di Domenica: certo… non può che essere Ciccio.
Lo chiamo, lo scrollo, lo scuoto, urlo… non mi risponde.. e nessuno mi sente… Piango… Strillo… Vorrei morire cosi… velocemente… insieme a mio fratello…. Tenergli la mano e lasciarmi portare da lui…. Ma i sogni sono un’altra cosa… l’istinto di sopravvivenza e la paura di morire sono un’altra cosa….
Mi ritraggo di botto… Mi trascino via dolorante, piangente… forse sono addirittura morente.
L’idea mi spaventa… mi rannicchio singhiozzante… e i miei occhi cedono al buio.


Un rumore mi sveglia. Apro gli occhi. Il sole entra caldo dalle finestre chiuse. Le coperte del mio letto mi avvolgono e mi proteggono. Papà di la si prepara il caffé… lo sento sbraitare contro la tv… chissà che avrà da lamentarsi. Mi giro sbuffando su un fianco. Mi stiracchio. Ciccio dorme beato. Chissà cosa starà sognando. All’improvviso comincia a fare freddo… tanto freddo.

Un brivido di freddo mi sveglia. Spalanco gli occhi. La luce è fioca. Il dolore al piede è attenuato. Ciccio non profuma più. Il talco ha lasciato spazio al sangue raggrumato e forse anche alla pipì. D’istinto mi tocco: la pipì è mia; i pantaloni sono zuppi. Mi vergogno da morire… mi fermo un attimo… sono solo… di chi dovrei vergognarmi?
I miei occhi vanno verso il soffitto. Quel “varco” sembra meno piccolo, ma ancora più lontano. La luce diventa ancora più forte. Forse a quest’ora qualcuno pùò sentirmi, forse qualche amichetto, o il netturbino, o il macellaio all’angolo… Urlo a squarciagola… “Aiuto, aiutatemi, aiutateci…!”. Urlo, ri-urlo e poi urlo ancora…. Il tempo passa… Io non mi fermo… Saranno passate ore… Solo ora mi rendo conto che la mia voce si è ridotta a un rantolo… nessuno mi ha sentito… nessuno mi sentirà…
Mi sento tanto debole… mi sento senza forze… Devo rimanere sveglio… L’ho visto mille volte nei film: “Non ti devi addormentare… Rimani sveglio!”. Mi alzo in piedi… mi reggo a malapena ma comincio a camminare. Mio fratello è li… disteso… le gambe distorte… una posa inumana. Gli voglio bene. Mi manca già.
Voglio uscire da qui! Voglio andare… scappare. Agitato comincio a girare in questa mia prigione. Il mio sguardo si posa su due bocce… una batteria di cellulare… qualche pietra… nessuna via d’uscita! Disperato provo ad arrampicarmi… cerco appigli… le mani mi scivolano… mi graffio… ricado. Ci riprovo… un altro sforzo.. lo stesso risultato.
Mi rassegno… Non ce la faccio… non ce la posso fare. Faccio un altro giro di questa mia prigione; mi riempio gli occhi e le narici di questo posto… è un po’ povero come ultimo ricordo… ma… è tutto ciò che posso fare. Sistemo le due bocce in una nicchia nel muro, abbottono la giacca a mio fratello, allontano quella batteria… Ora c’è tanto ordine e silenzio. Mi rannicchio in un angolo. Aspetto chissà cosa…. Mi sento debole… ho fame… ho freddo. Mi scaldo strofinandomi le mani addosso… Si posano sulle mie tasche…: un palloncino e un evidenziatore… Un’idea mi balena in mente: “e se lasciassi un messaggio, un saluto?”. Con difficoltà tiro fuori il pennarello… La vista è tanto fioca… Tiro via il tappo…i miei occhi sono quasi chiusi… Poso la punta del pennarello sul muro… Vorrei ma non posso… Non so nemmeno se sia giusto… Lo getto via..
Non ho più forze… Non sento più rumori… I miei occhi si chiudono… probabilmente per l’ultima volta.

Un ultimo pensiero mi passa per la testa: oggi è il 5 Giugno…il 5 Giugno 2006… si… non suona male… è proprio una bella data per morire. Un ultimo sorriso mi segna il volto… questo è per te o povero angelo che mi troverai…

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2 commenti

  1. non ho parole !!!!!!!!!!!!!


  2. in che senso?



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